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Stampa in cianotipia
stampa fotografica storica a contatto
La cianotipia è una tecnica di stampa fotografica antica, nota per il suo caratteristico colore blu intenso, il “blu di Prussia.” Sviluppata nel XIX secolo, questa tecnica è apprezzata sia per la sua semplicità di esecuzione sia per il suo effetto visivo unico, che ricorda un’epoca di fotografia artigianale. Al giorno d’oggi, la cianotipia ha visto una rinascita nel campo della fotografia artistica e delle stampe d’autore, attrattiva per fotografi come Andrea Cittadini che trovano nell’analogico una via espressiva distinta. La stampa in cianotipia permette di creare immagini che possiedono una profondità e una texture impossibili da ottenere con tecniche digitali tradizionali, richiamando l’abilità interpretativa di chi sa lavorare con la luce e la chimica in modo non invasivo.

Stampa in Cianotipia su carta Bergger COT320
Cenni storici
La stampa in cianotipia
La tecnica della cianotipia fu inventata nel 1842 dal chimico e astronomo inglese Sir John Herschel, noto per i suoi contributi pionieristici nel campo della fotografia e dell’astronomia. Originariamente, Herschel sviluppò la cianotipia come metodo semplice per riprodurre diagrammi e testi scientifici, un “fotogramma” primitivo che trovava ampio utilizzo per la sua immediatezza e il costo contenuto. Questa tecnica, tuttavia, divenne rapidamente apprezzata da artisti e fotografi per la qualità estetica delle stampe blu, specie dopo essere stata adottata da botaniche come Anna Atkins, che nel 1843 iniziò a creare album botanici dettagliati utilizzando cianotipie per documentare scientificamente diverse specie di piante e alghe.
Questo fece della cianotipia una delle prime tecniche di fotocopia e uno dei primi approcci alla fotografia naturalistica, stabilendo le basi per l’uso della tecnica nel campo dell’arte e della scienza.

Stampa in Cianotipia su carta Bergger COT320


Chimiche e ricetta
La cianotipia si basa su una combinazione semplice di due componenti chimici: il ferricianuro di potassio e il ferro ammonio citrato.
Una volta miscelate queste due soluzioni, si ottiene un liquido fotosensibile che può essere applicato su varie superfici, tra cui carta, tessuto e persino legno.
Soluzione A – Ferro ammonio citrato (20%)
- In un contenitore scuro, sciogli 4 grammi di citrato ferrico ammoniacale in 20 ml di acqua distillata.
- Mescolare bene finché il composto non si dissolve completamente.
Soluzione B – Ferricianuro di Potassio (8%)
- In un secondo contenitore, sciogli 1,6 grammi di ferricianuro di potassio in 20 ml di acqua distillata.
- Mescolare bene finché il composto non si dissolve completamente.
Una volta applicata, la soluzione viene lasciata asciugare in un ambiente buio per evitare l’esposizione prematura alla luce. La superficie trattata viene poi esposta alla luce solare o a una lampada UV per ottenere l’immagine. Durante l’esposizione, le aree che ricevono la luce si trasformano in blu intenso, mentre le parti coperte rimangono invariate.
Dopo l’esposizione, la stampa viene sciacquata in acqua fredda per rimuovere i residui di chimica che non ha reagito alla luce ultravioletta, rivelando così la cianotipia completa, pronta per l’asciugatura e la conservazione.
Carta consigliata
Io solitamente uso la Bergger COT 320 ma vanno benissimo anche la Arches Platine o la Washi da 45g.
VIRAGGI
Una delle peculiarità più interessanti della cianotipia è la possibilità di alterare il colore finale della stampa attraverso vari processi di viraggio.
I viraggi consentono di trasformare il classico blu in altre tonalità, come sepia, grigio o marrone, offrendo un ulteriore livello di personalizzazione estetica.
Tra i metodi più comuni vi è il viraggio con tè, che consiste nel lasciare la cianotipia immersa in una soluzione di tè nero per diverse ore. Questa procedura causa una trasformazione del blu in tonalità calde, donando un effetto visivo simile a quello delle stampe antiche. Altri metodi includono l’uso di caffè, o soluzioni alcaline come l’ammoniaca, per ottenere colori scuri e ricchi.
Ognuna di queste tecniche richiede tempo e controllo per evitare che l’immagine perda definizione, ma permette di personalizzare ogni stampa in modo unico. La varietà di effetti ottenibili rende il viraggio particolarmente attraente per artisti contemporanei e fotografi d’autore.














