BANCO OTTICO DA VIAGGIO

UN PICCOLO GIOIELLO FAI-DA-TE

Banco ottico da viaggio

Da quest’anno ho iniziato ad offrire il servizio di ritrattistica al Collodio Umido a domicilio. Un banco ottico da viaggio, specialmente per le lunghe trasferte, è quindi super comodo.
Pensando proprio a questa necessità ho cercato di progettarlo massimizzando la dimensione della lastra (che infatti, arriva fino al 13x13cm) con un banco ottico di poco più grande.

Come alle scuole medie

Mi sono messo così davanti a un foglio di carta millimetrata vuoto cercando di risolvere problemi tecnici e immaginando il mio prof di Educazione Tecnica annuire soddisfatto.
Anche mio nonno probabilmente annuiva soddisfatto da qualche parte lassù. Non ho mai avuto modo di lavorare con lui ma ho senz’altro ereditato da lui la passione per la fotografia e per la falegnameria.

Ho scelto un legno morbido e facilmente lavorabile per questo progetto. Di base questo banco ottico da viaggio è formato da due cornici identiche più una terza che supporta il vetro di mira.
La vera sfida è stato il porta lastra realizzato con un solo listello di legno intagliato per far spazio al volet, alla lastra e al coperchio di chiusura posteriore.
In alto, per chiudere la fessura che si crea una volta sfilato il volet, ho progettato un sistema con un cilindro di alluminio spinto in posizione da una molla.
Durante questa fase più di altre l’esperienza tecnica di Simone è stata fondamentale per fare il lavoro una volta sola e farlo bene. Ho infatti preso d’assedio il garage attrezzato di Simone per le parti pratiche in cui una sega circolare, un traforo e una smerigliatrice fanno davvero la differenza.
Due profili di alluminio fanno da binari per la parte mobile frontale utile per la messa a fuoco e per rendere la macchina il più piccola possibile.

Il Soffietto

Questo piccolo gioiellino di origami è stato progettato in AutoCad da Simone, diventato nel tempo un esperto. Il progetto poi è stato tagliato per ottenere tutti i piccoli trapezi che tengono la struttura in forma.
Il procedimento non è complessissimo ma richiede senz’altro una buona manualità per ottenere un lavoro pulito.
Ho scelto dell’eco pelle rossa per rivestire il soffietto e proseguire così la mia tradizione. Il banco ottico poi prende il nome “Little Red” da questo particolare.
Dopo una notte sotto pressa questo elemento fondamentale del banco ottico era pronto per l’assemblaggio finale.

La lente

Questo progetto nasce anche per dare una “casa” a una piccola lente in ottone regalatami dal veterinario. Si tratta di un Rodenstock Munchen Recti APlanat F:8 210mm. Non è una lente da interno ma all’aperto è favolosa 🙂
Per l’interno lavoro con un più moderno (si fa per dire) Xenar 4.5 120mm

Il banco ottico da viaggio finito

Dopo una settimana di intenso lavoro di falegnameria ecco il lavoro finito. Parlando di fotografia e tradizioni, in fondo a questo articolo c’è il rituale auto ritratto di inaugurazione.

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Autoritratto-gennaio-2020
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